Come calcoliamo il gas
Come stimiamo quanto spenderesti in un anno con ogni offerta gas per la casa, e in che ordine le mettiamo.
Una stima, non un preventivo
La cifra di ogni offerta è una stima della spesa di un anno, con le imposte. La calcoliamo con le condizioni che il venditore ha pubblicato sul Portale Offerte, con i valori regolati da ARERA e con le accise e le addizionali regionali in vigore nel comune. La cifra al mese è un dodicesimo di quella dell'anno, arrotondata all'euro.
Non è un preventivo e non è la tua bolletta: i tuoi consumi, i mesi in cui consumi e i prezzi dei prossimi mesi possono essere diversi, e d'inverno le bollette pesano molto di più. Le condizioni che valgono sono quelle del contratto del venditore.
I consumi tipo
Calcoliamo ogni offerta per 6 consumi annui, in Smc, i metri cubi della bolletta:
- 120 Smc l'anno
- 480 Smc l'anno
- 700 Smc l'anno
- 1.400 Smc l'anno (riferimento)
- 2.000 Smc l'anno
- 5.000 Smc l'anno
Il riferimento, 1.400 Smc, è quello delle classifiche e della cifra sulla pagina di ogni offerta. La casa è l'abitazione di residenza, con un contatore fino alla classe G6.
In quale comune
Rete, imposte e distribuzione del consumo nei mesi cambiano da comune a comune. Contano tre cose:
- l'ambito tariffario, uno dei sei in cui ARERA divide l'Italia per le tariffe di distribuzione;
- la zona climatica, da A (la più calda) a F (la più fredda), che decide in quali mesi si consuma;
- se il comune è nei territori dell'ex Cassa del Mezzogiorno, dove l'accisa è più bassa.
Le classifiche nazionali delle offerte gas e la pagina sulla bolletta sono per Milano: ambito Nord-orientale, zona climatica E, fuori dall'ex Cassa, con le imposte della Lombardia, che non ha l'addizionale regionale. Altrove la stessa offerta costa diversa.
Le pagine dei comuni usano lo stesso calcolo con l'ambito, la zona climatica, l'ex Cassa e le imposte del comune, per 120, 480, 1.400 e 2.000 Smc l'anno, e mettono in classifica solo le offerte vendute nel comune: quelle valide in tutta Italia e quelle che il venditore offre nella sua regione, provincia o nel comune stesso. Un comune ha la sua pagina quando conosciamo con certezza ambito, zona climatica ed ex Cassa, quando abbiamo la fonte dell'addizionale della sua regione per ogni scaglione e quando almeno un'offerta a prezzo fisso si calcola.
Il consumo nei mesi
Il consumo dell'anno si divide nei mesi con il profilo di prelievo della zona climatica del comune, quello del riscaldamento, dalle regole di calcolo di Acquirente Unico per l'anno termico da ottobre 2026 a settembre 2027. In zona E, per esempio, gennaio pesa circa il 23 % dell'anno e l'estate quasi niente. Usiamo il profilo del riscaldamento per tutti i consumi, anche quelli bassi: le regole non dicono come il Portale lo mescola con gli altri usi.
La divisione nei mesi cambia la cifra solo per i prezzi e gli sconti che valgono per alcuni mesi e per i prezzi a scaglioni di consumo:
- un prezzo al Smc che vale per alcuni mesi pesa la parte di consumo di quei mesi; una quota fissa annua pesa un dodicesimo per ogni mese;
- con un prezzo a scaglioni del venditore, per esempio uno per i primi 700 Smc e uno oltre, ogni mese va tutto allo scaglione in cui cade il consumo accumulato a metà del mese, con l'anno che parte un mese dopo l'inizio dell'anno della stima (da dicembre per un file di ottobre), come risultava dal simulatore del Portale il 29 ottobre 2026.
La zona A non ha un profilo nelle regole: lì le offerte con prezzi a tempo o a scaglioni non si calcolano.
Cosa entra nella cifra
- Materia prima: i prezzi del venditore per il gas, la sua quota energia, e le componenti regolate CPR e GRAD quando il venditore dichiara di applicarle, con il valore del giorno. Per le offerte a prezzo variabile, anche l'indice.
- Commercializzazione: le altre voci del venditore, le quote per la vendita all'anno o al Smc e i costi una tantum.
- QVD: la quota di vendita al dettaglio regolata non entra, anche quando il venditore la dichiara: le regole di Acquirente Unico non la citano nella formula del mercato libero, e il confronto con il simulatore non ha coperto nessuna offerta che la dichiara. Per le poche che la dichiarano (7 nel file del 15/10/2026) la cifra può essere più bassa di circa 12 € l'anno, o di circa 70 € se dichiarano la parte fissa.
- Rete: distribuzione, misura e trasporto, con le tariffe dell'ambito del comune: una quota fissa all'anno e una parte per ogni Smc, a scaglioni di consumo. È uguale per tutte le offerte a parità di consumo e comune.
- Oneri di sistema: una quota fissa all'anno e una parte per ogni Smc, anche questa a scaglioni.
- Sconti: solo quelli senza condizioni, che valgono dall'attivazione o entro i primi 12 mesi. Uno sconto che chiede qualcosa in cambio, come la domiciliazione della bolletta, non entra. Uno sconto in euro si toglie prima o dopo l'IVA come dichiara il venditore; uno sconto al Smc o in percentuale si toglie dalla parte a consumo, e la percentuale vale sui prezzi al Smc del venditore per il gas, indice compreso nelle variabili. Uno sconto che vale per alcuni mesi conta per i mesi che copre.
- Accisa: l'imposta sul gas, a scaglioni di consumo annuo (fino a 120 Smc, da 121 a 480, da 481 a 1.560 e oltre): ogni Smc paga l'aliquota del suo scaglione. Nei comuni dell'ex Cassa del Mezzogiorno le aliquote sono ridotte.
- Addizionale regionale: l'imposta della regione, sugli stessi scaglioni dell'accisa. Alcune regioni la cambiano per zona climatica o per i comuni dell'ex Cassa; le regioni a statuto speciale e la Lombardia non la applicano.
- IVA: sulla parte a consumo, accisa e addizionale comprese, al 10 % per i primi 480 Smc e al 22 % oltre; sulle quote fisse annue e sui costi una tantum, sempre al 22 %. Calcoliamo l'IVA a parte per ogni aliquota, come il Portale.
Il dispacciamento, che nella luce è una voce a sé, per il gas non c'è.
Offerte a prezzo variabile
Il prezzo di un'offerta variabile segue un indice, quasi sempre il PSV, il prezzo del gas all'ingrosso in Italia, più lo spread del venditore. Nessuno sa quanto varrà il PSV nei prossimi dodici mesi, quindi per le variabili non diamo mai una cifra sola ma una forchetta fra due scenari:
- ultimo mese: il PSV resta quello dell'ultimo mese pubblicato;
- media 12 mesi: il PSV vale la media degli ultimi dodici mesi.
Se i due scenari distano meno del 5 %, scriviamo «circa» e la cifra della media 12 mesi. Per un indice che il venditore aggiorna ogni due o tre mesi, lo scenario «ultimo mese» usa la media degli ultimi due o tre. Oltre al PSV calcoliamo il PSBIL, il prezzo di sbilanciamento; se il venditore applica un coefficiente all'indice, lo applichiamo anche noi.
Il Portale Offerte stima le variabili con previsioni dei prezzi futuri che non sono pubbliche, per questo le sue cifre e le nostre possono essere diverse.
Se un'offerta a prezzo fisso cita anche un indice, la calcoliamo con i prezzi fissi e ignoriamo l'indice.
L'anno della stima e i prezzi a tempo
L'anno della stima parte dal primo giorno del mese dopo la data del file delle offerte: è un'ipotesi nostra, il giorno in cui un contratto firmato oggi si attiva davvero. Un prezzo o uno sconto che vale solo per alcuni mesi conta per i mesi che copre in quell'anno; uno sconto o un costo una tantum conta una volta. Nei mesi non coperti vale il prezzo che il venditore dichiara per dopo il periodo.
Come ordiniamo
- Dalla spesa stimata più bassa alla più alta, con le imposte.
- Fisse e variabili stanno in due elenchi separati: una cifra certa e una forchetta non si confrontano.
- Le variabili si ordinano sullo scenario «media 12 mesi».
- A parità di spesa, in ordine alfabetico per venditore e per offerta.
- Nelle classifiche nazionali, le offerte che il venditore vende solo in altre regioni, province o comuni stanno in un elenco a parte, «Non vendute a Milano»: la stima è per Milano e lì non si possono attivare.
Nessun venditore paga per comparire o per salire: paghigiusto non riceve compensi dai venditori e non ha link di affiliazione.
Quando un'offerta non si calcola
Un'offerta che non vale per il consumo o per la casa non compare in quel profilo: quando si attiva solo insieme alla luce, quando è solo per chi non ci abita, o quando il consumo è fuori dai limiti che il venditore indica.
Altre offerte valgono ma non le calcoliamo. Sulla loro pagina e negli elenchi c'è scritto: «I dati pubblicati sul Portale Offerte non permettono di calcolare la spesa di questa offerta». È un limite nostro, non un giudizio sul venditore. Succede quando:
- il venditore dichiara le componenti regolate CCR, QTint o QTpsv, i cui valori il Portale non pubblica nei file dei parametri;
- il venditore dichiara CPR o GRAD e il file dei parametri del giorno non ne ha il valore, o manca il prezzo al Smc del gas o quello di una parte del consumo;
- il prezzo segue il Cmem o un indice diverso da PSV e PSBIL, o manca il valore recente dell'indice;
- l'offerta è onnicomprensiva, mescola prezzi fissi e variabili o ha una struttura che il nostro calcolo non tratta ancora;
- un prezzo vale solo per un periodo e il venditore non dice quanto costa dopo;
- due sconti uguali valgono per lo stesso periodo, o gli sconti superano il prezzo del gas;
- uno sconto vale su una componente regolata o sulla tutela, solo per una parte del consumo, o è in percentuale e vale solo per alcuni mesi;
- un prezzo del venditore è fuori scala, oltre 5 € al Smc, o una quota fissa o un costo una tantum oltre 1.000 €: quasi sempre è un errore di unità nel file.
Le formule
Gli importi sono annui, in euro. Smc è il consumo dell'anno; «a scaglioni» vuol dire che ogni Smc paga il valore del suo scaglione. I nomi in minuscolo sono quelli del file dei parametri gas; quelli che finiscono con l'ambito (a1…a6) si leggono per l'ambito del comune.
spesa = materia prima + commercializzazione + rete + oneri − sconti + accisa + addizionale + IVA
materia prima = prezzi al Smc × Smc + quote all'anno + una tantum + (cpr + grad, se dichiarati) × Smc
materia prima, variabile = la stessa + coefficiente × indice dello scenario × Smc
rete = tau1_cc1 + st + vr + tau3 a scaglioni + (qt + rs + ug1) × Smc
oneri = ug2s + ug2p_d a scaglioni + (re + ug3) × Smc
scaglioni di tau3 e ug2p_d = fino a 120, 121-480, 481-1.560, 1.561-5.000, 5.001-80.000, oltre 80.000 Smc
accisa = aliquote a scaglioni (fino a 120, 121-480, 481-1.560, oltre 1.560 Smc), ridotte nell'ex Cassa
addizionale = aliquote della regione sugli stessi scaglioni
IVA = iva_f1…iva_f4 × parte a consumo dello scaglione + iva_f4 × (quote fisse e una tantum − sconti in euro)
Gli scaglioni dell'IVA sono quelli dell'accisa, e la parte a consumo comprende materia prima, prezzi al Smc, rete e oneri a consumo, accisa e addizionale, meno gli sconti al Smc. Nel file dei parametri iva_f1 e iva_f2 sono del 10 %, iva_f3 e iva_f4 del 22 %: il 10 % vale per i primi 480 Smc dell'anno (DPR 633/1972, tabella A, parte III, n. 127-bis). Uno sconto che il venditore dichiara dopo le imposte si toglie dopo l'IVA. Il PSV e il PSBIL non hanno perdite di rete da aggiungere, come invece il PUN nella luce.
Il confronto con il simulatore del Portale
Il 29 ottobre 2026 abbiamo chiesto al simulatore del Portale Offerte la spesa di offerte vere, fisse e variabili, con e senza sconti, a Milano, Torino, Roma, Napoli e Firenze, per i 6 consumi tipo, ai confini degli scaglioni e con gli scaglioni del venditore. Di ogni risposta teniamo la copia della pagina. Il nostro calcolo, sugli stessi dati, deve dare le stesse cifre:
- per le offerte a prezzo fisso, la spesa dell'anno entro 2 centesimi, e rete, oneri, imposte e ogni riga dell'IVA entro 1 centesimo;
- per le variabili, rete, oneri e imposte entro 1 centesimo. Il totale no, perché il Portale usa le sue previsioni del PSV: dalla sua cifra della vendita ricaviamo il PSV che ha usato, e deve essere lo stesso per tutte le offerte della stessa zona climatica, a meno dell'arrotondamento al centesimo;
- le offerte con CCR o QT, che il Portale calcola con valori che non pubblica, da noi non si calcolano.
Al simulatore abbiamo dichiarato «uso solo riscaldamento», la stessa ipotesi del nostro profilo C1.
Cosa non abbiamo potuto confrontare:
- la QVD: nessuna offerta del confronto la dichiara;
- i prezzi e gli sconti validi solo per alcuni mesi: come dividiamo la loro parte fra gli scaglioni dell'IVA non è confrontata;
- gli ambiti Centro-sud orientale e Meridionale;
- le zone climatiche B e F;
- l'ex Cassa del Mezzogiorno, confrontata solo su Napoli.
Il confronto è un test del nostro codice e gira a ogni modifica del calcolo. Le cifre del Portale servono solo al confronto: sul sito ci sono solo le nostre.
Fonti
- Le offerte: il file delle offerte gas del mercato libero della sezione Open data del Portale Offerte, gestito da Acquirente Unico, del giorno indicato sulla pagina.
- I valori regolati da ARERA (rete, oneri, CPR, GRAD e IVA) e il PSV mensile: i file dei parametri gas e degli indici della stessa sezione. Il PSV mese per mese.
- Le formule, gli ambiti e i profili di prelievo per zona climatica: le regole per il calcolo della spesa annua di Acquirente Unico, versione 4.2.
- Le accise: le aliquote nazionali dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, aggiornamento al 6 ottobre 2026.
- Le addizionali regionali: le leggi e le pagine delle Regioni, di cui teniamo la copia; la pagina di ogni comune le cita con la data da cui valgono.
- Le zone climatiche: il DPR 412/1993, allegato A; i territori dell'ex Cassa del Mezzogiorno: il DPR 218/1978; i comuni: l'elenco ISTAT.
Fonti e licenze sono in Fonti e licenze. Le offerte di ogni venditore, con i prezzi come li pubblica: offerte gas.
Versione del calcolo
Questa pagina descrive la versione 2 del calcolo del gas. La versione cambia ogni volta che cambia una regola che può cambiare una cifra, e ogni stima porta la versione con cui è stata calcolata.